Piante interessate: Arancio Amaro (portinnesto)

Descrizione e Sintomi:

Anche in questo caso, come per il marciume radicale, il patogeno attivo per questo tipo di malattia è la Phytophthora che attacca il comune arancio amaro come portainnesto dato che è sensibile ad un eccesso di apporto di acqua ed umidità del terreno o ristagno della stessa (in realtà lo danneggia tutto ciò che comporta la permanenza di un substrato o colletto umido: erba, mancata scollettatura del terreno….). Tra le malattie provocate dalla famiglia di questo patogeno la gommosi del colletto è senza dubbio la più dannosa per l’agrumicoltura italiana.

I sintomi sono facilmente riscontrabili dato che, come dice il nome stesso della malattia, si forma della gomma nella zona di passaggio fra il fusto e la radice a livello del terreno chiamata colletto. La formazione della gomma, che raramente aggredisce la zona al di sotto del colletto (radici), è visivamente verificabile grazie alla presenza di una macchia assimilabile ad una “macchia d’acqua” al di sotto della quale, facendo un’incisione nella corteccia, fuoriesce la gomma. La pianta muore se: non si individuano in tempo le “macchie di acqua” nel tronco o se la malattia aggredisce le radici non avendo, quindi, un riscontro visivo della fuoriuscita di gomma o di “macchie di acqua”; in particolare se l’infezione circonda il tronco nella sua interezza questa ne pregiudica la morte (praticamente è come se si scortecciasse una pianta per provocarne il deperimento immediato).

La pianta adulta è portata ad un lento sfinimento dovuto al non corretto funzionamento dell’apparato radicale il quale non permette il corretto assorbimento di acqua e sostanze nutritive dal substrato, spesso, non correttamente ossigenato. Sintomi visibili, e riscontrabili purtroppo anche in altre malattie, sono un ingiallimento della chioma, con formazione di seccume dei rami (non nelle branchie principali), frutti piccoli di scarsa qualità e radi.

Piante con apparato radicale compromesso sono riscontrabili nella formazione di flussi di gomma e successiva formazione di lesioni della corteccia con formazione di cancri anche a causa di lesioni radicali dovute alle lavorazioni meccaniche del terreno.

Come limitare i danni:

In genere la malattia si sviluppa a causa di terreni non correttamente drenati e pesanti ovvero tendenzialmente argillosi. Risulta di vitale importanza effettuare la scollettatura del terreno in prossimità del colletto al fine di evitare ristagni d'acqua ed umidità (in genere causata dalla presenza di erbe); non piantare troppo in profondità la pianta per evitare che l’umidità del terreno pregiudichi il corretto funzionamento vitale della pianta. Le piante malate possono essere estirpate ma non devono essere reimpiantate immediatamente: si può trattare il terreno con fungicidi o lasciare la buca aperta per circa 3 anni. Può risultare utile contenere la malattia con l’uso di fungicidi specifici contro le Phytophthorae.